ASSOCIAZIONE ITALIANA DI CULTURA CLASSICA DELEGAZIONE DI TARANTO <<ADOLFO FEDERICO MELE>>
     ASSOCIAZIONE ITALIANA DI CULTURA CLASSICADELEGAZIONE DI TARANTO <<ADOLFO FEDERICO MELE>>

6 maggio 2019 - Conferenza Olimpia Imperio

Abstract della conferenza «Salvare la città, salvare la pèoesia, salvare se stessi. Misteri e pensieri utopici dall'aldilà della commedia antica»

 

Il mondo della commedia rappresenta già di per sé un aldilà: in quanto monde renversé, che travalica e persino capovolge limiti e regole, logiche e convenzioni della vita reale, esso può trasferirsi nell’aldilà dell’Oltretomba, che diviene così il luogo della beatitudine eterna, un eden in cui gli uomini hanno accesso a delizie e piaceri che sono spesso a loro preclusi nell’esistenza terrena.

E appunto a questo sogno oltremondano danno corpo i commediografi che ambientano nel Tartaro il loro Paese di Cuccagna: questa, ad esempio, l’“utopia di evasione” che Ferecrate creò nei Minatori collocando il suo Bengodi nel sottosuolo delle miniere ateniesi del Laurion, a sua volta identificato con gli abissi infernali dell’Ade.

Unico dramma superstite di questo filone di commedie ‘dell’altro mondo’ sono in verità le Rane di Aristofane, in cui la catabasi nell’Ade di Dioniso, dio del vino e del teatro, viene rappresentata come una sorta di rituale misterico nel quale si ravvisa l’unica risorsa residua di rigenerazione e di rinascita della vita politica, sociale e culturale della polis, e che contiene perciò, in nuce, una potente quanto istruttiva “utopia di ricostruzione”: se la morte della tragedia è la morte di Atene, recuperare dall’Ade la tragedia significa salvare la Polis, così come oggi recuperare i nostri Classici significa salvare la nostra identità storica e culturale, salvare i valori fondanti della nostra civiltà e, in definitiva, salvare noi stessi.

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